le 7 coppe

La prima Coppa

Partì il primo e verso’ la sua coppa sopra la terra; e scoppiò una piaga dolorosa e maligna sugli uomini che recavano il marchio della bestia e si prostravano davanti alla sua statua.

L’Anticristo ha già preso possesso del mondo, sconvolto dai fatti particolari che accompagnano il Grande Avvertimento, il Papa è già fuggito. Il nuovo regno mondano ha già imposto le sue leggi: bisogna avere il marchio sulla fronte e la pulce al braccio e bisogna adorare la statua della bestia che rappresenta satana e che l’Anticristo ha imposto al mondo. Il primo angelo versa la coppa e scoppia una piaga dolorosa e maligna sugli uomini che si sono piegati alla bestia e ne hanno ricevuto il marchio.

La seconda Coppa

Il secondo versò la sua coppa nel mare che diventò sangue come quello di un morto e perì ogni essere vivente che si trova nel mare.

Il secondo angelo versa la sua coppa e il mare si ribella diventando sangue; quindi il mare si trasforma come in un mare morto. E’ la ribellione della natura crata da Dio per la sua gloria e al servizio dell’uomo; la natura, piuttosto che andare contro il suo Creatore, decide di morire allorchè l’uomo si ribella a Dio.

La terza Coppa

Il terzo versò la sua coppa nei fiumi e nelle sorgenti delle acque, e diventarono sangue, allora udii l’angelo delle acque che diceva:

<<Sei giusto, tu che sei e che eri, tu, il Santo, poichè così hai giudicato. Essi hanno versato il sangue di santi e di profeti, tu hai dato loro sangue da bere: ne sono ben degni!>>. Udii una voce che veniva dall’altare e diceva: <<Sì, Signore, Dio onnipotente; veri e giusti sono i tuoi giudizi!>>.

Quello che è avvenuto nei mari si ripete nei fiumi e nelle sorgenti: le acque diventano sangue e non sono più potabili. L’angelo spiega il perchè: hanno versato il sangue dei santi e dei profeti, indicazione questa che si riferisce alla persecuzione e al martirio di tanti fedeli (molto più numerosi di quelli dell’antichità) durante la grande tribolazione, così è scritto in tanti messaggi recenti, vedi ad esempio Gesù che in Maria Valtorta (Quaderno 2°) parla di <<sterminati omicidi e iscariotici tradimenti… per cui ribollirà in quell’ora il sangue dei martiri e dei profeti>>.

La quarta Coppa

Il quarto versò la sua coppa sul sole e gli fu concesso di bruciare gli uomini con il fuoco. E gli uomini bruciarono per il terribile calore e bestemmiarono il nome di Dio che ha in suo potere tali flagelli, invece di ravvedersi per rendergli omaggio.

Se le prime tre coppe potevano considerarsi come introduttive ai flagelli inevitabili a causa della violazione del diritto divino sulla terra, la quarta coppa ci riporta al flagello biblico della siccità e a quello conseguente della carestia. Diversi messaggi che riporteremo più avanti parleranno ampiamente di questa quarta coppa e inviteranno a usare la carità verso i fratelli condividendo tutto quello che si ha, secondo gli insegnamenti del Buon Pastore. Da notare l’ateggiamento degli uomini (speriamo solo i perversi) che bestemmiano Dio per questo castigo. Da ricordare che il settimo segreto di Medjugorje parla di un castigo attenuato per le preghiere dei buoni.

La quinta Coppa

Il quinto versò la sua coppa sul trono della bestia e il suo regno fu avvolto dalle tenebre. Gli uomini si mordevano la lingua per il dolore e bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei dolori e delle piaghe, invece di pentirsi delle loro azioni.

Con la quinta coppa la lotta diventa più dura, perchè essa è versata direttamente sul trono della bestia. Il regno dell’Anticristo, colpito dalla quinta coppa, è avvolto dalla tenebre. L’interpretazione più immediata sarebbe quella di ritenere che queste tenebre siano i famosi “tre giorni di buio”, ma i pareri non sono concordi; infatti anche dopo la sesta coppa potrebbero comparire i tre giorni di buio come conseguenza della guerra e dell’utilizzo di armi potentissime. Ma la prima interpretazione forse è la più verosimile dal punto di vista analitico testuale.

La sesta Coppa

Il sesto versò la sua coppa sopra il gran fiume Eufrate e le sue acque furono prosciugate per preparare il passaggio ai re dell’oriente. Poi dalla bocca del drago e dalla bocca della bestia e dalla bocca del falso profeta vidi uscire tre spiriti immondi, simili a rane: sono infatti spiriti di demòni che operano prodigi e vanno a radunare tutti i re di tutta la terra per la guerra del gran giorno di Dio onnipotente. Ecco, io vengo come un ladro. Beato chi è vigilante e conserva le sue vesti per non andar nudo e lasciar vedere le sue vergogne. E radunarono i re nel luogo che in ebraico si chiama Armaghedòn.

La sesta coppa versata porta sulla terra la guerra, per la quale vi è già stata una lunghissima preparazione, come affermano anche messaggi recenti. Alla fine, al di qua dell’Eufrate, nella piana di Armaghedòn i re della terra si scontrano nella battaglia finale. Morti, uccisioni, l’inabilità della terra conseguente all’uso di ordigni atomici e di altri tipi di armamenti di cui si parla. E’ – si dice – il gran giorno di Dio Onnipotente, re della pace. Satana e i suoi accoliti hanno prodotto guerra e morte. Ora arriva lui. In questa fase della sesta coppa dovrebbe essere collocato il rapimento o sollevamento degli eletti, il tempo necessario (35 giorni) perchè la terra torni abitabile. Daniele infatti parla di 1260 giorni di tribolazione (tre anni e mezzo) e di altri 35 giorni per il ritorno alla normalità, prima del regno di pace. Anche sul sollevamento i pareri sono discordi e le opinioni si rincorrono. Noi seguiamo un’interpretazione logica.

La settima Coppa

Il settimo versò la sua coppa nell’aria e uscì dal tempio, dalla parte del trono, una voce potente che diceva: <<E’ fatto!>>. Ne seguirono folgori, clamori e tuoni, accompagnati da un grande terremoto, di cui non vi era mai stato l’uguale da quando gli uomini vivono sopra la terra. La grande città si squarciò in tre parti e crollarono le città delle nazioni. Dio si ricordò di Babilonia la grande, per darle da bere la coppa di vino della sua ira ardente. Ogni isola scomparve e i monti si dileguarono. E grandine sopra gli uomini, egli uomini bestemmiarono Dio a causa del flagello della grandine, poichè era davvero un grande flagello.

L’ultima coppa viene versata e prima che i suoi effetti si manifestino, una voce potente dice: “E’ fatto!” Questa espressione equivale al “tutto è compiuto” sul Golgota. Il resto che segue sono solo i riti di sepoltura dei tempi che se ne sono andati per sempre, la fine della nostra epoca presentuosa e fondamentalmente atea. Ma allora a cosa servono le folgori, i clamori, i tuoni, il grande terremoto e la grandine del peso di mezzo quintale? E’ la devastazione finale di una battaglia che si è chiusa, con il crollo delle città degli uomini che hanno cercato di sostituirsi all’unica città di Dio. In questa fase vi è lo scontro diretto tra il Cristo che ritorna sulla terra nella gloria e l’Anticristo e i suoi ultimi seguaci che vengono spazzati via dalla potenza del Verbo di Dio in persona. Ascoltiamo le parole esatte dell’Apocalisse sullo sterminio delle nazioni pagane (Ap 19, 11-21).

“Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava <<Fedele>> e <<Verace>>: egli giudica e combatte con giustizia. I suoi occhi sono come una fiamma di fuoco, ha sul suo capo molti diademi; porta scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui. E’ avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è Verbo di Dio. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi, vestiti di lino bianco e puro. Dalla bocca gli esce una spada affilata per colpire con essa le genti. Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà nel tino il vino dell’ira furiosa del Dio onnipotente. Un nome porta scritto sul mantello e sul femore: Re dei re e Signore dei signori. Vidi poi un angelo, ritto sul sole, che gridava a gran voce a tutti gli uccelli che volavano in mezzo al cielo: << Venite, radunatevi al grande banchetto di Dio. Mangiate le carni dei re, le carni dei capitani, le carni degli eroi, le carni dei cavalli e dei cavalieri e le carni di tutti gli uomini, liberi e schiavi, piccoli e grandi>>. Vidi allora la bestia e i re della terra con i loro eserciti radunati per muover guerra contro di lui che era seduto sul cavallo e contro il suo esercito. Ma la bestia fu catturata e con essa il falso profeta che alla sua presenza aveva operato quei portenti con i quali aveva sedotto quanti avevan ricevuto il marchio della bestia e ne avevano adorato la statua. Ambedue furono uccisi dalla spada che usciva di bocca al Cavaliere; e tutti gli uccelli si saziarono delle loro carni.

Prosegue poi con la descrizione del regno dei mille anni, in Apocalisse capitolo 20.

Vidi poi un angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell’Abisso e una gran catena in mano. Afferrò il dragone, il serpente antico – cioè il diavolo, satana – e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell’Abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta sopra di lui, perchè non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto per un po’ di tempo. Poi vidi alcuni troni e a quelli che vi sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio e a quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione: Beati e santi coloro che prendon parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni.

Dopo il regno di mille anni, avrà luogo il secondo combattimento, quello finale.

Quando i mille anni saranno compiuti, satana verrà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra, Gog e Magòg, per adunarli per la guerra: il loro numero sarà come la sabbia del mare. Marciarono su tutta la superficie della terra e cinsero d’assedio l’accampamento dei santi e la città diletta. Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò. E il diavolo che li aveva sedotti fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli

Ed infine il giudizio finale che chiude la storia.

Vidi poi un grande trono bianco e colui che sedeva su di esso. Dalla sua presenza erano scomparsi la terra e il cielo senza lasciar traccia di sè. Poi vidi i morti, grandi e piccoli, ritti davanti al trono. Furono aperti dei libri. Fu aperto anche un altro libro, quello della vita. I morti vennero giudicati in base a ciò che era scritto in quei libri, ciascuno secondo le sue opere. Il mare restituì i morti che esso custodiva e la morte e gli inferi resero i morti da loro custoditi e ciascuno venne giudicato secondo le sue opere. Poi la morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco. E chi non era scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco.

Non serve commentare quello che è a tutti evidente.

Maggiori informazioni https://profezieinarrivo.webnode.it/la-grande-tribolazione/eduardo-ferreira/a4-beata-luisa-piccareta/la-sequenza-dei-flagelli-in-dominique-e-catalina-rivas/le-sette-coppe-dellapocalisse/

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